En ce jour, 31 janvier 2010, nous sommes réunis pour constituer l’Assemblée des Travailleurs Africains de Rosarno à Rome.
Nous sommes les travailleurs qui ont tété obligés de quitter Rosarno, après avoir revendiqué leurs droits. Nous travaillions dans des conditions inhumaines. On vivait dans des usines abandonnées sans eau ni électricité.
Le 9 et le 10 janvier, des centaines d’immigrés se sont insurgés à Rosarno, une petite ville dans le sud de l’Italie. Après que quelques immigrés se soient faits tirer dessus avec une carabine à air comprimé, les insurgés, armés de bâtons et de pierres, ont bloqué les axes routiers en dressant des barricades. Dans le centre de Rosarno, des vitres de magasins et de commerces ont été fracassées, des barricades ont été incendiées et il y eut de durs affrontements avec la police... et une partie de la population locale qui exigeait que « tous les noirs soient expulsés de Rosarno ». Certains citoyens ont utilisé leur voiture pour renverser des immigrés, d’autres se sont armés de bâtons, de haches et de fusils pour mater la révolte.
Les réactions à la loi sécuritaire qui vient de passer en Italie
Le samedi 8 aout, la nouvelle loi sécuritaire italienne dite "paquet sécurité" est entrée en vigueur. Cette loi, entre autres, instaure des rondes sécuritaires effectuées par des milices citoyennes, crée un nouveau délit, celui d’immigration et séjour clandestin et allonge la durée de rétention à 180 jours, c’est à dire 6 mois contre 2 mois auparavant.
Durante la votazione del ddl sicurezza i radicali del Pd propongono un emendamento che introduca nel codice penale il reato, come il nostro paese si è impegnato a fare 22 anni fa sottoscrivendo la Convenzione Onu. Ma la modifica è stata bocciata per sei voti dal Senato, con grande amarezza delle associazioni come Antigone, che si impegna a denunciare il governo agli organismi internazionali
Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato
Campagna nazionale
Il consumo di territorio nell’ultimo decennio ha assunto proporzioni preoccupanti e una estensione devastante
sono un italiano di 45 anni iscritto da più di 25 anni al Centro per l’Impiego della mia città. Quindi un disoccupato storico "da rottamare".
Dicevano che non ci sarebbero stati più morti sul lavoro, che il progresso, la tecnologia, la scienza avrebbero messo fine a una secolare mattanza che vede quotidianamente stragi infinite di operai nelle fabbriche della morte: nuove macchine, sicure e affidabili, avrebbero sostituito la manodopera sui luoghi di lavoro, riducendo al minimo gli incidenti e anzi "spostando" gli operai dai capannoni industriali agli uffici, dove il rischio di mortalità è praticamente nullo.
Allevamenti tra i rifiuti tossici. Animali malati di brucellosi. Tenuti nascosti per fare mozzarella. Con la complicità dei veterinari
Corsa all’acquisto: almeno 5 milioni possiedono un’arma.
Armi detenute legalmente in Italia: 10 milioni. Cinque milioni di italiani hanno in casa almeno un fucile o una pistola. Un business da capogiro, grazie anche alle vendite di munizioni, gadget, e vestiario. Eppure fatti recenti di cronaca dovrebbero far riflettere il legislatore. Perché le norme attuali, soprattutto per la detenzione, sono apparse, in molti frangenti, inadeguate.
ROMA, 22 LUGLIO (Apcom) - Il quotidiano britannico Independent pubblica oggi in prima pagina la "fotografia che fa vergognare l’Italia", con i corpi senza vita delle due bambine rom annegate giorni fa a Napoli, stesi sulla spiaggia accanto ai bagnanti che prendono il sole, "indifferenti davanti ai cadaveri".
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